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ROGGERINI GIANCARLO

Seriate - Piario, 10 aprile 2020

Ne danno il triste annuncio i genitori ETTORE e ANNALINDA, la moglie VALERIA, i figli LUCA ed ELEONORA con SIMONE, il nipotino MATTIA, parenti, colleghi e amici tutti.

Da L'Eco di Bergamo

«Questa terribile pandemia ha portato via un altro eroe, speriamo che il mondo si ricordi di queste tragedie e del sacrificio di molti». Scrivono così i colleghi di Giancarlo Roggerini, infermiere dell’Asst Bergamo Est morto ieri all’ospedale di Seriate. Roggerini aveva 57 anni, era un marito, un padre e un nonno premuroso e molto orgoglioso della sua famiglia. Originario di Gorno, viveva con la moglie Valeria a Piario. Lascia anche i due figli Eleonora e Luca, il nipotino e i genitori che vivono a Gorno, dove il 57enne sarà sepolto. Roggerini era stato ricoverato il 7 marzo a Piario e poi trasferito il 13 a Seriate in terapia intensiva dove è morto. Giancarlo Roggerini, infermiere professionale, dopo due anni all’ospedale di Gazzaniga era stato caposala al San Biagio a Clusone e poi in direzione infermieristica a Piario prima di approdare al Presst (Presidio socio sanitario) come coordinatore infermieristico per tutta l’alta Valle Seriana. Roggerini era molto amato e stimato. «Siamo confortati dai bellissimi messaggi e attestati di stima che stiamo ricevendo in queste ore – riferisce la moglie –. Giancarlo era un uomo molto concreto e semplice, metteva le persone a suo agio. Era molto conosciuto e amato tra colleghi e subalterni con i quali negli anni ha costruito rapporti di amicizia». Era un uomo dai mille interessi: radioamatore (con contatti in tutto il mondo), era un alpino ed era stato anche coordinatore infermieristico per l’Ana Bergamo, appassionato di informatica (autodidatta) spesso dava consigli anche ai colleghi, con il figlio condivideva la passione per la musica e collezionava vinili di cantautori. «Era il mio più stretto collaboratore, ma era soprattutto un caro amico – lo ricorda il medico Luciano Berti, direttore del presidio territoriale Valle Seriana e Val di Scalve –. Lavoravamo insieme da circa 15 anni. Era un infermiere molto capace, sapeva vedere lontano ed era sempre gentile con tutti. Giancarlo faceva parte della nostra famiglia. Per noi è davvero una grande perdita, professionale e umana, lascia un grande vuoto. Ci eravamo salutati il venerdì e poi con un messaggio mi aveva detto di avere la febbre – racconta Berti – purtroppo non ce l’ha fatta. Difficile pensare che non c’è più». «Solare, gentile e sempre disponibile», così lo ricordano in molti. «Non vedremo più il suo prorompente sorriso, - scrive il collega Mirko Benzoni -. Non arriverà più a darci una mano quando l’informatica farà inevitabilmente i capricci, non si siederà più sulle nostre scrivanie per raccontarci i suoi pensieri, non lo scorgerò più nel suo ufficio intento a rispondere alle migliaia di mail sulle vaccinazioni. Non dovrò più ricordagli di abbassare la voce, per via del tono troppo alto, che ora ascolterei invece con grande gioia. Era bellissimo fuori e dentro. Avrà sempre un posto d’onore nel mio cuore perché è stato e sarà un grande amico». «Siamo tutti senza parole, - hanno scritto ieri sui social Adriana Alborghetti e tanti colleghi -. Abbiamo appena saputo che nonostante il tuo coraggio la tua forza e la resistenza che hai dimostrato in queste lunghe settimane di battaglia contro il coronavirus, non ce l’hai fatta. Il tuo ruolo di coordinatore del Presst della Val Seriana e Val di Scalve ti ha portato a entrare di diritto nel gruppo ristretto della direzione delle professioni sanitarie e sociali e grazie al tuo carattere solare e gioviale ti sei integrato benissimo con tutti i colleghi. Ti ricordiamo nelle riunioni mensili quando ascoltavi con interesse i problemi organizzativi ospedalieri e appena il contesto lo suggeriva accoglievi o suggerivi con piacere nuovi progetti dove il territorio, che tu governavi, si integrava con l’ambito ospedaliero. Il progetto Terre alte ne è l’esempio. Oggi il dolore attraversa i nostri cuori e forse non ci rendiamo ancora conto che alla prossima riunione tu non ci sarai».

Da L'Eco di Bergamo

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