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PROSDOCIMO DOMENICO

Bonate Sotto, 3 aprile 2020

Ne danno il triste annuncio la moglie GRAZIA, i figli STEFANO e RAFFAELLA con FRANCESCA e FABRIZIO, i nipoti ELISA, MATTEO, FABIO, LUCA, IRENE e parenti tutti.

Amici e Parenti

Mio carissimo Domenico, te ne sei andato senza un addio, senza un abbraccio, senza il conforto di un'ultima carezza. Te ne sei andato pochi giorni prima che celebrassimo il cinquantesimo di matrimonio. Ci tenevi tanto... e anch'io. Ma non temere, lo festeggeremo non so quando, ma niente e nessuno ce lo porterà via e allora intorno a noi, ci sarà tanta luce e tanta gioia.
Arrivederci mio caro!
Grazia

Grazia Venerdì 8 Maggio 2020

1° Aprile 2020

Caro papà,
sono i primi giorni di aprile e tu sei in ospedale. È da ormai più di 20 giorni che sei malato e i dottori non ci hanno dato più alcuna speranza. Siamo sospesi, sospesi come in una bolla.
Mai come oggi si spendono tante parole e noi, tuoi figli, ci sentiamo come contenitori vuoti, nonostante i bollettini medici, i dati statistici, i messaggi Whatsapp, i continui video, …. In verità non siamo vuoti, è che abbiamo un punteruolo conficcato nel petto che trattiene il dolore, i pensieri, le lacrime. Abbiamo deciso di toglierlo per lasciare andar tutto e per dare un senso a questo vissuto.
Hai avuto la febbre altissima per 15 giorni, hai cominciato con la tosse, avevi fame di ossigeno e non bevevi più. Noi eravamo lì, impotenti, stanchi morti, sperando in un miglioramento che non è mai arrivato. La ricerca disperata delle bombole di ossigeno ci ha portati sino a San Pellegrino per reperirne una. Ti serviva sempre più ossigeno e non bastava mai. Poi una mattina non ce la facevi più e hai chiesto di chiamare quell’ambulanza che ti ha portato via. Poi più niente… Non abbiamo più avuto tue notizie. Un giorno ci hai telefonato grazie ad un’infermiera che ti ha aiutato. Non avevi fiato ma eri un fiume di parole. Non abbiamo capito quasi niente se non che chiedevi informazioni sullo stato di salute della mamma e che temevi di non farcela tanto era maledetta questa malattia. Contemporaneamente si è ammalata anche la mamma.
Ci siamo sentiti persi.
Abbiamo deciso di condividere tutto. Prendere in mano il nostro dolore, abbracciarlo e offrirlo.
Il senso di tutto questo? Non lo sappiamo ma l’esperienza è toccata a te, è toccata a noi. Doveva essere così. Gesù è in ospedale con te, ti tiene la mano e ti porta in braccio.
Grazie Signore perché alla fine di questa nostra quaresima c’è la Pasqua e ci sei Tu. Ci sei per nostro papà, per nostra mamma, ci sei per noi. Nostro rifugio, nostra consolazione, nostra forza.
Grazie Signore.
Raffaella e Stefano

Raffaella e Stefano Venerdì 8 Maggio 2020