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LONGO ALESSANDRO DON

Bariano, 22 marzo 2020

I nipoti SILVIA e DINO con le rispettive famiglie, la cognata ANNA unitamente alla fedelissima LUCIA e a Don SILVIO

Da L'Eco di Bergamo

Anche se era un parroco in pensione, Don Alessandro non si sentiva rottamato, perché poteva dare molto alla diocesi. Degli anni passati a Bariano ricordava tre momenti: le cinque missioni parrocchiali, l’ordinazione di sei sacerdoti novelli e il rapporto con i giovani. Il suo primo incarico fu quello di coadiutore parrocchiale di Valtesse-San Colombano in città, quando aveva ancora un volto rurale. Qui fondò l’Ordival, che riunisce le squadre di varie discipline sportive. Poi divenne parroco di Dossena, comunità con il tessuto religioso dei paesi montani, con una mentalità un po’ diversa da quella cittadina. Fu anche vicario locale del vicariato di San Giovanni Bianco-Sottochiesa. Nel 1983 divenne parroco di Bariano, impegnandosi a costruire una comunità viva ed era convinto che qualcosa di buono aveva fatto. Appoggiò la rinascita della Confraternita del Santissimo Sacramento e il cammino dell’Unione sportiva Barianese, tanto che al suo ritiro gli fece il dono graditissimo di un inginocchiatoio settecentesco. Il suo impegno andava anche ai giovani, confidando un suo cruccio: «Hanno tutto e nulla. Hanno un vuoto interiore mortale, vivono nell’individualismo e stanno perdendo il senso della gioia e della festa». Don Alessandro amava moltissimo la parrocchia e si dava molto da fare per tutti. Il suo operato sarà sempre un segno di orgoglio per le comunità che l’hanno conosciuto.

Da L'Eco di Bergamo

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