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LOCATELLI BATTISTA

Albano Sant’Alessandro, 20 maggio 2020

Ne danno il triste annuncio MIRELLA, ANNA, ANGELA, GIUSEPPE, ADRIANA, RENATO, ROSANNA, la cognata MARIA TERESA, nipoti, pronipoti e parenti tutti.

Amici e Parenti

Caro zio Battista non potrò scordare mai il tempo passato in tua compagnia,con la tua saggezza mi hai insegnato ad apprezzare le cose importanti della vita, ne farò tesoro , sarà difficile continuare senza di te.

Anna Sabato 30 Maggio 2020

Mi manchi tanto zio. Ho perso il piacere della tua compagnia, la serenità dei tuoi giudizi, ho perso la tua comprensione, il tuo affetto e la tua tenerezza. Sei stato il mio secondo papà è il mio maestro di vita. Non ti dimenticherò mai. Sarai sempre nel mio cuore. Tua nipote Mirella

Locatelli Battista Sabato 30 Maggio 2020

“Al caro zio Battista” così iniziavano tutte le frasi di auguri che per anni noi nipoti abbiamo pubblicato sulla pagina Case in Festa dell’Eco di Bergamo, anche se contro la tua volontà, perché tutto il paese di avrebbe chiamato per gli auguri, ma tu hai sempre preferito la riservatezza. Ma noi eravamo troppo orgogliosi che il nostro zio raggiungesse ogni anno un traguardo così importante. E così compariva la foto con il tuo cappello da alpino, accompagnata da una didascalia che riportava ogni anno una cifra in più.Per noi sei sempre stato motivo di orgoglio, un esempio di uomo di valore e un punto saldo della nostra famiglia. Una persona indipendente, di poche parole ma dal cuore grande. Con i tuoi racconti ci hai resi partecipi di realtà che conoscevamo solo attraverso i libri di storia, ci hai spiegato un mondo che potevamo solo immaginare, quando ancora si andava a Milano in bicicletta o si partiva per la guerra, inconsapevoli del proprio destino. Lo Zio Battista era un uomo tutto d’un pezzo. Poche parole, ma ponderate, al momento giusto. E la tenacia, la tenacia dello Zio: che nonostante tutto è sempre stato in grado di rialzarsi, sempre. Anche dopo la prigionia, anche dopo la perdita della moglie, anche dopo tutte le visite fatte. Lo Zio si metteva il cappello, una giacca, il suo bastone e via. La bontà che contraddistingueva lo zio era una cosa rara, ma non una bontà plateale, no. Lo zio era per quei piccoli gesti che nascondevano un pensiero, una coccola, una parola d’amore o di riconoscenza. Per chiunque, indistintamente. Ogni anno a Natale ci raccontavi di quando, durante gli anni di prigionia, ti sei trovato a mangiare bucce di patate, e ci insegnavi ad essere riconoscenti di quello che la mamma e la zia ci hanno sempre dato. “I ga botep i suen de ‘ncó”. Hai dato a tutti noi, e a chiunque abbia incrociato il tuo cammino, tutto quello che potevi e noi te ne saremo per sempre riconoscenti. Ciao zio!

Alessia Lunedì 1 Giugno 2020